gennaio 29, 2019

Euromiti

Il termine euromiti è usato per indicare storie esagerate o inventate riguardanti l’Unione europea e le sue istituzioni. L’invenzione dei miti sull’euro è stata una sorta di sport per molte fonti mediatiche (in particolare la stampa britannica) per quasi 30 anni.

Molti di questi euromiti contengono un nucleo di verità, forse una riga in una bozza di progetto o una nota a piè di pagina in una direttiva che è stata tolta dal contesto e gonfiata a dismisura. Alcune sono completamente costruite. La maggior parte di questi miti sostiene l’idea che Bruxelles non sia altro che un mucchio di impiccioni pedanti, amanti della burocrazia e privi di umorismo che vogliono mettere al bando, o almeno rinominare, il nostro divertimento.

La Commissione europea ora raccoglie queste notizie inventate per  ripubblicarle e finora ne ha elencate oltre 650.

Ecco qui l’elenco completo degli euromiti:  Indice A-Z degli Euromiti 1992-2017

Ecco alcuni esempi:

  • Titolo del giornale 1. ‘Bombay Mix’.

Nel 2006, il Sun (giornale britannico) ha riferito che alcuni “folli” funzionari europei volevano rinominare uno snack cambiando ‘Bombay mix’ in ‘Mumbai mix’, “per rendere lo snack politicamente corretto”, una storia del tutto fittizia. L’allora corrispondente del Telegraph di Bruxelles, David Rennie, riuscì a trovare la fonte della storia, che era una piccola agenzia di stampa regionale in Inghilterra. L’editore gli raccontò che la storia “è venuta fuori da un collega dell’Home Office, che ne aveva sentito parlare” e una volta incalzato poi dichiarò: “Doveva solo essere una cosa divertente per i tabloid”.

  • Titolo del giornale 2. L’UE vieta le patatine al cocktail di gamberi”.

Boris Johnson (deputato britannico) nel 2002 scrisse che aveva passato alcune delle sue “ore più gioiose” a comporre “inni di odio all’ultima Euro-infamia”, la prima della lista era la storia fittizia in cui l’UE proibiva le patatine al gusto di cocktail di gamberetti.

Se non fosse per il fatto che l’UE non ha mai vietato le patatine. L’UE ci informa che questa discussione è stata la conseguenza di un errore del governo britannico, che non ha incluso il cocktail di gamberetti quando gli è stato chiesto di inviare all’Unione Europea un elenco degli aromi e degli edulcoranti di uso corrente, che stava redigendo un elenco unificato a livello comunitario. Quando l’errore venne individuato, le informazioni furono fornite dal governo britannico e l’elenco venne modificato.

Tutto ciò però non ha impedito a Johnson di arrabbiarsi per questo. Recentemente, nel marzo 2018, l’ex sindaco di Londra ha citato la “grande guerra contro le patatine croccanti britanniche al gusto di cocktail di gamberetti” come parte delle sue prove del fatto che Bruxelles stia impazzendo e un motivo per cui si stava battendosi per andarsene.

  • Titolo di giornale 3. “EU -26.911 parole sulla legislazione sui cavoli

“La preghiera del Signore è lunga 66 parole. I dieci comandamenti: 79 parole. L’indirizzo di Gettysburg: 272 parole. La regolamentazione UE sulla vendita di cavoli? 26.911 parole”.

Questo è un euromito dell’epoca dei social media. Il tipo di sintesi accattivante su tutto ciò che non funziona nell’UE in 140 caratteri (beh, poco più). È una battuta che Rachel Johnson del Daily Mail, la sorella di Boris a quanto pare, scrisse nel Marzo 2018.

Peccato che non sia vero. Le origini del “Memo sul cavolo”, così come è conosciuto, sono discutibili e se ne può trovare uno identico che riguarda la vendita di cavolo che però si prende gioco delle norme stabilite dal governo americano.

Per coloro che sono interessati, nei regolamenti dell’UE la sezione che riguarda i cavoli e ne stabilisce gli standard di qualità comuni, arriva a circa 1800 parole.

  • Titolo di giornale 4. Banane curve al bando

Nel settembre 1994, il Sun, il Daily Mirror, il Daily Mail e il Daily Express (tutti i giornali del Regno Unito) riportavano che “le banane curve sono state bandite dai burocrati di Bruxelles”.

Il pensiero che le banane curve venissero strappate via dalle mani dei bambini britannici affamati dai funzionari europei deve aver decisamente colpito nel segno, perché è una di quelle storie dure a morire. La storia è infatti è venuta fuori nuovamente nel 1998 grazie al Sun, con il titolo “Le banane non devono essere eccessivamente curve” e il Telegraph, nel 2008, dichiarò: “Le regole sulla banana e il cetriolo curvo sono cadute.”.

Come in molti miti, anche in questo caso c’è un fondo di verità, vale a dire una riga nel regolamento europeo della commissione (EC) 2257/94, che stabilisce che tutte le banane devono essere esenti da “curvature anomale”. Ma le banane curve non sono e non sono mai state vietate: alle banane di qualità inferiore sono permessi “difetti di forma”.

  • Titolo di giornale 5. Il preservativo europeo

Le voci secondo cui l’EU  era intenzionata ad introdurre delle norme che riguardassero le dimensioni dei preservativi, portando alla realizzazione di un “preservativo europeo” unico per tutti, causarono non pochi problemi negli anni ’90, poiché le persone ritenevano che l’intervento di Bruxelles nella loro vita privata si stesse spingendo un po’ troppo oltre.

Il preservativo di Bruxelles però non si è mai concretizzato. E sebbene gli standard sulle misure dei preservativi siano stati introdotti in tutta Europa, questi sono responsabilità del Comitato europeo di normazione, che non è un organismo della UE.